TORTINE RAW CON CREMA DI AVOCADO AL LIMONE

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Buongiorno e buon lunedì a tutti!
La Rapa è tornata!
Vi ho fatto venire l’acquolina in bocca per troppo tempo con queste deliziose tortine con crema di avocado rigorosamente raw.
Sono super semplici da fare ed il risultato è assicurato! Se non siete dei grandi amanti dell’avocado, lo diventerete appena darete il primo morso a queste bontà!
La base è fatta semplicemente con mandorle (io uso quelle super della Valdibella), cocco grattugiato e datteri.
Se potete usare mandorle attivate, ovvero messe in ammollo per almeno 12 ore in acqua tiepida con un pochino di sale (per la dose di queste tortine basta un quarto di cucchiaino). In questo modo gli inibitori degli enzimi presenti nelle mandorle verranno disattivati e digerirete meglio le mandorle stesse e ciò che vi mangerete assieme.
Se volete una versione “nut-free” (senza frutta a guscio), sostituite le mandorle con la stessa quantità di semi di girasole.
Per la crema servono solo un avocado maturo, un bel limone biologico, dell’olio di cocco (se non lo avete non dannatevi ed omettetelo, anche se rende la crema un po’ più densa una volta messa in frigo e da un ottimo retrogusto di cocco) e il vostro dolcificante preferito. In questa ricetta trovo che il miele di acacia (bio e crudo) sia “la morte sua”, ma potete sostituirlo con dello sciroppo d’acero o dello sciroppo d’agave che deve però essere rigorosamente crudo e scuro (come quello di Cibo Crudo) e non chiaro come quello che si trova ormai in tutti i negozi, anche biologici. Questo perché quello scuro ha un contenuto di fruttosio minore rispetto a quello chiaro, super raffinato. Se vi piace la stevia -io sto cercando di imparare a farmela piacere! Prima o poi ci riuscirò!-, usate quella! Oppure uno o due datteri!

Ricordatevi che nostro corpo preferisce un dattero o la stevia piuttosto che dei dolcificanti liquidi. Questi ultimi vengono privati di una parte importantissima: le fibre.
Quindi se per queste tortine usate un cucchiaio di miele o altro dolcificante liquido non è certo un problema, ma se siete dei golosoni, cercate di prepararvi più dolcini possibili usando datteri, altra frutta disidratata o la stevia.

Presto arriveranno la ricetta del crème caramel e del brownie crudisti. Stay tuned!

Se volete qualche idea in più per ricette crudiste, non potete perdevi Crudo Style, la rivista italiana di “raw food”. È questo mese…ci sono anche io!!!

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L’avocado. Un dono della natura.
L’avocado, oltre ad essere uno dei cibi più buoni al mondo, è ricco di grassi mono-insaturi che sono l’ideale per rigenerare le nutrire la pelle, come dicono gli inglesi, from the inside out -da dentro a furi-, prevenendo così la formazione delle rughe. La composizione dell’olio di avocado è molto simile a quella della dell’olio presente naturalmente nella nostra pelle. I grassi presenti nell’avocado aiutano inoltre a lubrificare il tratto digerente e a facilitare l’assorbimento delle vitamine liposolubili (A, E, D).

Questo frutto delizioso è anche ricco di vitamine A, C ed E.

Un avocado contiene circa 4 g di proteine. Per il suo alto contenuto di fibre, proteine e grassi è ottimo per chi ha problemi di ipoglicemia: grassi, proteine e fibre rallentano il rilascio dello zucchero nel sangue facendo si che la glicemia (zucchero nel sangue) rimanga costante, evitando picchi positivi e negativi.

Gli avocado non sono certo frutti poco calorici, ma sono talmente densi di nutrienti che non devono assolutamente essere esclusi dalla dieta. Metà o uno al giorno, in base alla vostra attività fisica, sono la “dose” consigliata.

Potete comprare avocado non maturi e metterli in un sacchetto di carta con una banana o una mela. Queste ultime sprigionano etilene, un ormone vegetale gassoso che stimola la maturazione. Quando saranno morbidi alla pressione delle dita, saranno pronti. Potete poi conservarli in frigo –una volta maturi- per tre, quattro giorni (il freddo blocca la maturazione).

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TORTINE CON CREMA DI AVOCADO AL LIMONE
(per 6 tortine della dimensione di un muffin)

Ingredienti:
Per la base:
½ mug (90 gr) di frutta a guscio (messa in ammollo per 12 ore se possibile)
3 cucchiai di cocco grattugiato
4-5 datteri
1 pizzico di sale marino integrale
Per il ripieno:
2 avocado maturi privati del nocciolo
3 cucchiai di miele crudo (sostituibile con sciroppo d’acero, o stevia)
1 cucchiaio di olio di cocco
6 cucchiai di succo di limone
scorza di un limone
1 pizzico di sale

Preparazione:
Preparate la base: riducete la frutta a guscio in farina, aggiungete il cocco e il sale frullate nuovamente. In ultimo aggiungete i datteri.
Rivestite una teglia da muffin con la pellicola trasparente e distribuite il composto nei buchi in modo da formare delle basi come se steste facendo le tortine di frolla con la crema pasticcera.
Mettete la teglia in freezer, mentre preparate la mousse.
Preparate la mousse: mettete tutti gli ingredienti in un robot da cucina. Assaggiate e se necessario aggiungete extra miele o succo di limone.
Con un cucchiaio, distribuite la crema nelle tortine. Mettete in frigo per altre due ore.

BACK IN THE RAW: PAPPARDELLE DI CAROTE

EmanuelaCaorsi-pappardelle-caroteIn questo ultimo mese sono cambiate parecchie cose. Ecco perché non ho più aggiornato la mia adorata Rapetta. Sono cambiate tante cose in me e dentro di me. Sono finalmente tornata al mio primo vero amore: il raw food. Il mio corpo me lo ha chiesto a gran voce e io mi sono semplicemente limitata ad assecondarlo.

Ho passato un inverno a mangiare cereali, legumi e verdure prevalentemente cotte. Avevo sentito anche il bisogno di introdurre qualche uovo e mi ero sforzata di magiare anche un po’ di formaggio e burro. Poi ho provato con il pesce. Una catastrofe. Avevo il volta stomaco.

Ho provato a mangiare nuovamente proteine animali perché ho imparato a conoscerne l’importanza durante i miei studi. So quanto sia importante la lecitina contenuta nel tuorlo d’uovo per il sistema nervoso e per le nostre cellule; so quanto una proteina completa (l’albume) sia importante per una persona che mangia quasi sempre vegan; riconosco quanto sia indispensabile la B12 e ho preferito assumerla con il cibo piuttosto che in pastiglie; so che il DHA (acido docosaesanoico), un acido grasso a catena lunga della famiglia degli omega 3, è indispensabile per le cellule del nostro cervello e che mangiare semi di lino in abbondanza non basta. Ho imparato tutte queste cose ed è per questo che ho cercato di reintrodurre prodotti di origine animale nella mia dieta.

Sono però arrivata, per la seconda volta nella mia vita, ad un punto in cui proprio non ce la facevo più e così, eccomi qui, di nuovo “tutta cruda”.

Con questo non voglio dire che la dieta crudista sia perfetta per tutti e in ogni momento della vita, ma in questo momento per me è ciò che mi fa sentire bene e felice.

La cosa fondamentale è non attaccarsi morbosamente ad una dieta, credendo che sia la dieta perfetta e infallibile. Magari lo è per un periodo, ma non per sempre. Le stagioni della vita cambiano, dobbiamo solo essere sempre preparati ed attenti ad ascoltare il nostro corpo, ed essere pronti a cambiare. Tra qualche mese sentirò il bisogno di mangiare qualche cosa di cotto, ne sono certa, e si, seguirò quell’istinto. E se sentirò il bisogno di mangiare un uovo, lo mangerò, senza sentirmi in colpa perché non è vegan o non è crudo.


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LUI SA ESATTAMENTE QUALI SIANO I PASSI VERSO LA SALUTE E LA SERENITA’.

Da Rapa Cruda, ormai a tutti gli effetti, non posso che proporvi una ricettina semplicissima e ovviamente raw: pappardelle di carote con crema di anacardi ai capperi.

Ho assaggiato questa combinazione in un posto bellissimo a Genova, In-Fusion, che è sia uno studio di yoga che un café/ristorante. Le due chefs Federica e Gabriela, sperimentano e si divertono in cucina e riescono sempre a creare piatti deliziosi, come questo.
Io lo ho fatto a modo mio, ma il risultato era molto simile. Ho poi aggiunto qualche noce di macadamia tagliata al coltello per dare ulteriore croccantezza e dolcezza, e qualche cappero.
Un piatto delizioso, delicato, ma allo stesso tempo, di carattere. Da provare!

Nella foto vedrete che ci sono anche le carote viola. Bellissime! Le ho comprate ad un “farmers market” durante il mio recente viaggio ad Amsterdam. Non sono propriamente a km 0, ma sono troppo belle!

Prima della ricetta vi ricordo che Sabato 7 Maggio farò un corso base di Cucina Crudista a Genova (qui trovate l’evento Facebook. Per info e prenotazioni scrivetemi a lacucinadellarapa@gmail.com) e il 15 Maggio un workshop di Cucina Crudista (dal salato al dolce, con dimostrazione ricette e possibilità per voi di preparare tutti i piatti. Pranzo e merenda tutti insieme) nel bellissimo contesto di A Cozy Place a Bobbio in provincia di Piacenza (in questo post trovate i dettagli del corso. Lo abbiamo posticipato, quindi la data corretta è 15 Maggio!). Scrivetemi a larapacruda@gmail.com per eventuali domande.

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PAPPARDELLE DI CAROTE CON CREMA AI CAPPERI

Ingredienti:
Per due persone
4 carote grandi o 6 piccole
1 cucchiaio di olio evo spremuto a freddo
Per la crema:
70 gr di anacardi crudi messi in ammollo per almeno 2 ore
1 cucchiaio di capperi sotto sale
120 ml di acqua filtrata (senza cloro)
Extra (facoltativi):
una manciata di noci di macadamia tagliate al coltello
2 cucchiaini di capperi

Procedimento:
Se le carote sono biologiche, lavatele bene e non togliete la buccia, altrimenti pelatele e iniziate a creare le pappardelle con una mandolina o con il pela patate. Tenete da parte.

Scolate gli anacardi, sciacquateli bene, quindi metteteli in un frullatore. Lavate i capperi aiutandovi con un colino per togliere il sale, quindi aggiungeteli agli anacardi. Infine aggiungete l’acqua e frullate alla massima velocità per 15 secondi.

Mettete le pappardelle di carote in una ciotola capiente, versatevi sopra la crema e mescolate bene. Aggiungete l’olio evo e mescolate nuovamente. Regolate di sale (non dovrebbe essere necessario perché i capperi sono già salati). Aggiungetevi le noci di macadamia tagliate al coltello e i capperi precedentemente lavati e scolati.

BROWNIE CON PATATE DOLCI

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Lo so che non dovrei pubblicare un’altra ricetta con il cioccolato, ma dopo Pasqua è d’obbligo. Se non vi siete mangiati già tutto il cioccolato delle uova, questa ricetta è perfetta per voi. Se lo avete già mangiato tutto perché siete dei super golosi, sono certa che nulla vi fermerà dall’acquistare una tavoletta per provare a fare questa ricetta.

La classica ricetta per “riciclare” il cioccolato delle uova è da sempre il brownie, la torta più golosa e cioccolatosa che ci sia. Come potete immaginare, ne ho fatto una versione più salutare, ma altrettanto buona. Anzi, buonissima!

Vi servono solo quattro ingredienti: il cioccolato dell’uovo di pasqua (se possibile fondente!), i semi di girasole, i semi di lino e…l’ingrediente segreto…le patate dolci! (nome che trovo decisamente più elegante di “batata”, quindi io continuerò a chiamarle patate dolci). Un brownie fuori dagli schemi, ma delizioso, morbido e cremoso: tenuto in frigo poi dà il meglio di se!
Io sono per i dolci non troppo dolci, ma trovo che la dolcezza delle patate dolci e del cioccolato siano sufficienti per rendere questo brownie dolce “al punto giusto”. Nel caso in cui vi piacciano i dolci dolci, potete aggiungere dei datteri o dello sciroppo d’acero/miele in base al vostro gusto. Visto che l’impasto non contiene farine, potete assaggiarlo e renderlo dolce quanto volete. Fate attenzione però a non mangiarlo tutto prima di infornarlo! Mentre lo preparavo ne avrò mangiate almeno 3 cucchiaiate…ma sapete, stavo assaggiando!

Se non avete tempo di fare il brownie potete anche limitarvi a fare una mousse con le sweet potatoes e il cioccolato. Qualche nocciola o noce tostata sopra, extra cioccolato fuso e via. Una bontà.

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Patate dolci vs. patate comuni
La differenza che salta subito all’occhio è che le patate dolci sono arancioni e quelle comuni sono bianche, questo significa che le patate dolci contengono beta carotene (il precursore della vitamina A),  potente antiossidanti e anti-tumorale. Se biologiche, consumatele sempre anche la buccia  (per la torta ho preferito toglierla visto che non volevo che si creasse una crema liscia) perché la maggior parte del beta carotene è contenuto proprio lì.
Le patate dolci, poi, contengono meno carboidrati delle patate bianche e contengono più fibre, importantissime (insieme all’esercizio fisico!) per diminuire i livelli di colesterolo nel sangue (le fibre si “aggrappano” al colesterolo che arriva nell’intestino tramite la bile e se lo portano via con loro…nel wc!).
Inoltre, in media le patate dolci hanno un indice glicemico GI ( misura la velocità con cui gli zuccheri contenuti in un carboidrato vengono assorbiti nel nostro sangue – più alto è l’indice glicemico, peggio è) leggermente più basso delle patate bianche (ho trovato un sacco di valori discordanti sul web se devo essere sincera!). E’ importante però sapere che il modo di cottura influisce sul GI dell’alimento -questo è legato alla gelatinizzazione dei carboidrati-: se le patate dolci sono cotte in forno il GI è molto alto e arriva a circa 94, ma se vengono bollite o cotte al vapore arriva ad essere meno della metà (46). Detto questo, non significa che non dovete più mangiarle cotte al forno, ma semplicemente che se cercate di controllare l’indice glicemico di ciò che consumate (cosa che succede alle persone che hanno il diabete) è meglio consumarle bollite.

BROWNIE CON PATATE DOLCI

600 gr di patate dolci (crude)
150 gr di cioccolato fondente 
50 gr di semi di girasole
30 gr di semi di lino
(4 datteri medjool ammollati in acqua tiepida e privati del nocciolo o 4 cucchiai di sciroppo d’acero – facoltativi)

Sciacquate la patata dolce sotto acqua corrente, pelatela e tagliatela a cubotti di circa 2 cm. Cuocetela al vapore per 20 minuti -dovranno essere morbidissime e non dovranno opporre alcuna resistenza se provate ad infilzarle con una forchetta.

Pre-riscaldate il forno a 180°C e rivestite una teglia rettangolare con della carta da forno (bagnatela prima di modo che prenda la forma della teglia più facilmente).

Frullate i semi di lino in un piccolo frullatore, quindi aggiungete i semi di girasole e frullate ancora fino ad ottenere una farina. Tenete da parte.

Fate sciogliere il cioccolato a bagno maria.

Mettete le patate dolci in un robot da cucina (insieme ai datteri o allo sciroppo d’acero se usate uno dei due) e riducetele in una crema liscia e omogenea, aggiungete il cioccolato fuso e azionate nuovamente il robot. Quando l’impasto sarà marrone omogeneo, aggiungete i semi tritati e azionate per l’uliva volta il robot fino a quando non saranno incorporati. Se volete potete aggiungere all’impasto, incorporandoli a mano, ulteriori scaglie di cioccolato o dei pezzi di noci.

(Potete fare tutto anche a mano, schiacciando le patate con uno scaccia patate o con una forchetta, aggiungendo poi il cioccolato fuso e in ultimo i semi tritati.)

Trasferite il composto sulla teglia e livellatelo aiutandovi con una spatola. Infornate per 25 minuti. lasciate intiepidire, trasferite in frigo e spolverizzatela con cacao amaro prima di servirla.

 

BISCOTTI DI FAGIOLI & UN SUPER WORKSHOP

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A grande richiesta, oggi vi propongo dei biscotti al cioccolato. Ma non dei biscotti qualunque, bensì dei biscotti che hanno come ingrediente principale qualcosa di insolito, che sono certa mai e poi mai assocereste ad un biscotto…i FAGIOLI!

Ecco, non storcete il naso e abbandonate tutti i possibili preconcetti verso queste delizie della natura. Non so perché, ma quando nomino la parola “fagioli” spesso le persone si irrigidiscono un pochino. Forse è legato al fatto che ad alcune persone creano qualche “effetto indesiderato” o forse perché i fagioli sono associati a piatti più “grezzi”, sta di fatto che non appena assaggerete questi biscotti vi ricrederete e inizierete a considerarli per ciò che sono: uno degli alimenti più buoni che ci siano! 

Come cucinare i legumi:
Sono certa di avervelo già detto, ma repetita iuvant: per rendere i fagioli più digeribili, per aumentarne il valore biologico (ossia il numero di proteine digerite che può essere usato per formare le proteine del nostro corpo) e per evitare la fastidiosa “aria nella pancia” (gas prodotti dai batteri del nostro intestino quando si nutrono delle fibre dei fagioli stessi) bisogna seguire questi semplici, ma indispensabili, steps:

1. Mettere in ammollo i legumi in acqua tiepida/calda con un cucchiaio di aceto di mele o di succo di limone per più tempo possibile (minimo 12 ore) -questo procedimento aiuta anche a diminuire gli “anti-nutrienti” (sostanze che impediscono l’assorbimento di minerali quali calcio, magnesio, ferro, zinco e proteine) presenti nei legumi. 
2. Cuoceteli in abbondante acqua (non salata) con un pezzetto (grande come un francobollo) di alga kombu (la trovate nei supermercati biologici – meglio che arrivi dai mari del Nord piuttosto che dal Giappone). Salate solo a fine cottura (il sale ritarda la cottura dei legumi). Una volta terminata la cottura dei legumi l’alga può essere ancora intera e può essere sciacquata e utilizzata una seconda volta. Nel caso in cui la cottura sia stata molto lunga si può invece spappolare: potete toglierla oppure mangiarla (io di solito la frullo insieme ai legumi e alle verdure se ho fatto una zuppa).

EmanuelaCaorsi-biscotti-fagioliCome anticipato nel titolo, tra pochissime settimane la Rapa sarà protagonista di un Workshop di Raw Food: Sarà una giornata all’insegna del divertimento e della condivisione: vi introdurrò nel “magico mondo” del Raw Food, vi spiegherò i suoi benefici sulla salute e vi darò qualche consiglio utile, sia che vogliate provare a fare un periodo Raw integrale, sia che vogliate integrare più cibo crudo nella vostra dieta. Vi mostrerò anche come preparare tantissime ricette sia salate che dolci. Pranzeremo e faremo merenda insieme e la cosa più bella è che…pranzo e merenda li preparerete voi!!! 

L’workshop si terrà Domenica 17 Aprile a Bobbio, in provincia di Piacenza, nel meraviglioso contesto di A Cozy Place. Di seguito trovate la locandina con tutti i dettagli:
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BISCOTTI DI FAGIOLI AL CIOCCOLATO

Ingredienti:
100 gr di fagioli borlotti o fagioli neri secchi
80 gr di sciroppo d’acero
30 gr di cacao magro
2 cucchiai di semi di lino tritati al momento
1 cucchiaio (15 gr) di olio di cocco
1 pizzico di sale
40 gr di cioccolato fondente (70% minimo)
1 pezzetto di alga kombu

Procedimento:
Il giorno prima: mettete in ammollo i fagioli in una ciotola capiente con un cucchiaio di aceto di mele o succo di limone.

Il giorno successivo: sciacquate i fagioli sotto acqua corrente. Metteteli in una casseruola con tanta acqua da coprirli di 3 dita e il pezzetto di alga kombu. Fateli cuocere fino a quando non saranno morbidi, ma non spappolati. Scolateli e lasciateli in uno scolapasta di modo che l’acqua in eccesso coli via.

Preriscaldate il forno a 180°C. Rivestite una teglia con della carta da forno.

Mettete lo sciroppo d’acero e i semi di lino tritati in una ciotola e mischiate. Tenete da parte.

Mettete i fagioli, il cacao e l’olio di cocco in un robot da cucina e frullate fino ad ottenere una purea. Sempre tenendo azionato il robot da cucina, aggiungete lo sciroppo d’acero con i semi di lino. Tagliate al coltello il cioccolato e aggiungetelo all’impasto incorporandolo mescolando.

Con un cucchiaio prendete un po’ di impasto e disponetelo sulla carta da forno. Appiattite l’impasto con il dorso di un cucchiaio. Continuate fino a quando non avrete terminato l’impasto.

Infornate per 15 minuti. 

Conservateli in un contenitore a tenuta ermetica fuori dal frigo per 2 giorni o in frigo o per 3-4 giorni.